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BALERI ITALIA, 1984

Baleri Italia nasce per iniziativa di Enrico Baleri e Marilisa Baleri Decimo, l’8 Marzo 1984, con l’obiettivo di commercializzare prodotti di arredamento molto qualificati tramite un percorso progettuale che culmina con la definizione dei “valori” del prodotto. Baleri mette da parte il razionalismo che aveva guidato il suo progetto in tutta l’esperienza di Alias e prende un’altra direzione. I primi prodotti di Baleri Italia sono infatti firmati Hans Hollein, Philippe Starck, Alessandro Mendini e Riccardo Dalisi, i “campioni” a livello internazionale di un progetto globalmente “radicale”. Una svolta così decisa verso lidi concettualmente tanto diversi potrebbe apparire incomprensibile, potrebbe sembrare il rinnegamento totale delle convinzioni per cui si è costruito innanzi, ma l’atteggiamento di Baleri nei confronti di questo aspetto del design radicale è comunque improntato ancora a quella “riuscita” del progetto che sovrintende tutta la sua attività, ma che al contempo non è un puro sinonimo di pragmatismo operativo. I fasti e i furori del design radicale si erano quasi già consumati concettualmente nel decennio precedente, mentre economicamente le esperienze degli anni Ottanta mostravano una discrasia notevole tra il livello concettuale e quello produttivo, relegato in una nicchia di alto artigianato: per Baleri, al contrario, era giunto il momento di tradurre in linguaggio tecnologico attuale e possibile quanto di meglio quell’esperienza aveva prodotto. Così, nella sua qualifica di art director e di direttore della produzione, Baleri trasforma i progetti che gli vengono presentati in progetti producibili secondo le esigenze del mercato: il successo della poltrona Richard III di Starck, pensata come poltrona in ferro battuto, risiederà anche nella sua riprogettazione tecnologica - ferma restando la forma - che ne fa un oggetto stampato in un unico pezzo di poliuretano. Tra l’altro, l’adeguamento tecnologico del prototipo alla serie, non ne diminuisce affatto la valenza concettuale, ma al contrario la accentua. E’ questo ciò che Baleri intende per apporto tecnologico: è la “proprietà” dei materiali e della produzione, in rapporto al progetto. L’aspetto tecnologico diventa dunque in questi anni uno dei valori basilari sia delle edizioni di Baleri Italia, che dei progetti veri e propri di Baleri, il quale trova nella cura e nella sperimentazione di nuovi materiali e di nuovi processi uno dei punti più significativi e peculiari del suo design: “proprietà”del progetto accentuata dall’attenzione profondamente “ecologica” sia nell’uso delle tecnologie produttive (uso di materie plastiche poco inquinanti ed energeticamente favorevoli) che nell’ergonomia, non soltanto fisiologica, ma anche visiva, culturale, emotiva. L’esperienza Baleri Italia termina nel 2004, con il passaggio di direzione a Nino Cerruti.